contaminanti - Blog - DOTT.ENRICO FONTICELLI BIOLOGO NUTRIZIONISTA CELL. 3887304549 PIANI ALIMENTARI PERSONALIZZATI ANCHE A DOMICILIO!

Vai ai contenuti

Menu principale:

Furano negli alimenti: cos'è, dove si trova e come evitarlo

Pubblicato da in contaminanti negli alimenti ·
Tags: contaminantifuranocaffeomogenizzaticotturacibobenessereEnricoFonticellisapereconsapore
Furano negli alimenti: cos'è, dove si trova e come evitarlo

sapereconsapore

In questa pagina andiamo a fare una panoramica su una delle molecole, considerate contaminanti e potenzialmente cancerogene per l'uomo, su cui gli studi per adesso non ci danno troppe informazioni: parliamo del furano, una sostanza che si forma in alcuni processi produttivi alimentari e che, pertanto, può rimanere all'interno degli alimenti.
Iniziamo col dire che, a differenza di tanti altri contaminanti, non c'è ancora troppa cultura riguardo all'esposizione del furano: questa sostanza, infatti, si forma in modi che in parte non sono ancora compresi, si concentra a causa di alcune pratiche di lavorazione, e soprattutto i controlli per adesso sono pochi, anche perché il pericolo sembra, per ora, essere minore rispetto a quello di altri contaminanti.

Il furano: che cos'è e perché si forma

Il furano, dal punto di vista chimico, il furano è un composto molto conosciuto ormai da tantissimi anni, nell'industria della lavorazione del legno. Si forma con la combustione di alcuni tipi di legno, quando la temperatura alta ha un'azione sulla componente di base del legno.
Di solito il legno non finisce negli alimenti, per cui il furano era conosciuto principalmente come un problema per chi lavora in questa industria, anche perché tra le sue caratteristiche c'è il fatto di essere altamente volatile; il rischio, quindi, era quello di respirarlo, e in passato veniva tenuto sotto controllo proprio dal punto di vista di sicurezza sul lavoro, perché poteva essere aspirato (insieme con altre centinaia di molecole che si vengono a creare con la combustione del legno) e portare a problemi respiratori anche gravi.
Ma il problema per la sicurezza alimentare è iniziato solo nel 2004 quando l'FDA, la Food and Drug Admininstration americana, che è un po' il corrispettivo del nostro Ministero della Salute, ha cercato il furano in alcuni alimenti, scoprendo che si tratta di un composto particolarmente presente in alcuni prodotti alimentari.
Sono così iniziati alcuni studi, sugli animali, che cercavano di capire quale effetto avesse il Furano in queste specie, scoprendo che si tratta di un composto che si può legare al DNA cellulare creando dei danni, che possono portare alla crescita incontrollata della replicazione: in altre parole, è risultato essere un composto cancerogeno.
Per frenare gli allarmismi, bisogna dire che, ancora oggi, gli studi compiuti sono stati effettuati solamente sugli animali, e questo lascia ancora aperta la "questione uomo", perché su di noi non sono mai stati eseguiti studi specifici per sapere se si tratti di un cancerogeno confermato o meno. Per questo motivo, attualmente il furano si trova, come cancerogeno, classificato nel gruppo 2B della classificazione IARC; un cancerogeno in questo gruppo significa che gli studi effettuati sugli animali sono sufficienti, ma quelli effettuati sull'uomo ancora non lo sono e così non si può stabilire con certezza se sia pericoloso per l'uomo o meno. Si parla infatti di "potenziale cancerogeno", relativo al furano.
In questi anni, tuttavia, le sperimentazioni continuano; alcune università cercano di capire dove si trova il Furano, e anche l'Europa si è mossa chiedendo alla sanità dei vari stati di effettuare campionamenti sulla tossicità di questo contaminante; in America, invece, la FDA continua a pubblicare i rapporti, soprattutto delle analisi alimentari, per capire dove è possibile trovare i quantitativi maggiori di furano.

Come si forma il furano e dove si trova?

Come abbiamo detto prima, il furano si forma essenzialmente come contaminante durante i processi di preparazione degli alimenti, in particolar modo durante la cottura. La sua presenza è legata principalmente alla presenza della fibra vegetale e del legno, per cui per alcuni alimenti, come quelli non vegetali, il problema non si pone per nessun motivo.
I prodotti che, invece, quando sottoposti a cottura (sia domestica che industriale) sono soggetti alla formazione di furano sono soprattutto quelli vegetali, i cereali e, più di tutti, il caffè. Tutti questi alimenti subiscono un processo di cottura, o almeno il furano si forma proprio dal processo di cottura (altrimenti non si trova perché è proprio la combustione che porta alla sua formazione, per cui i vegetali crudi non ne contengono).
Il caffè subisce sempre una cottura, e il suo seme è fatto prevalentemente da legno; la cottura del caffè, che si chiama tostatura, è un passaggio imprescindibile del suo processo di lavoro, la torrefazione, perché se non avvenisse non avremmo il caffè con il suo tipico aroma, quello che ben conosciamo. Per altri prodotti, i processi di cottura ci possono essere o non essere, e in generale più alta è la temperatura di cottura, più aumenta il rischio della formazione di furano negli alimenti.
Altro aspetto importante relativo a questa molecola, che può essere determinante per la presenza negli alimenti: è il fatto che il furano è volatile, per cui tende ad allontanarsi se il cibo viene lasciato a temperatura ambiente (si allontana con il fumo); rimane invece all'interno se non ha la possibilità di uscire dall'alimento. Se i prodotti vegetali che abbiamo nominato, dopo che sono stati cotti, vengono inscatolati e sigillati, la probabilità di avere furano all'interno aumenta: essendo infatti un composto altamente volatile tende a scomparire dall'alimento fresco, ma può permanere in quello inscatolato, proprio perché non ha la possibilità di uscire.
Infatti sono tenuti maggiormente sotto controllo il caffè in capsule, i cibi per bambini in scatola o in vasetto (come gli omogeneizzati) e le zuppe, quando sono preparate e subito inscatolate, nonché i prodotti cotti a base di cereali che sono subito imbustati (come alcuni tipi di popcorn).

Come evitare il furano negli alimenti?

Al momento, per quanto riguarda gli alimenti preconfezionati si può fare ben poco. Infatti non solo i produttori non hanno l'obbligo di indicare nulla in etichetta, ma addirittura non risultano normative specifiche per controllarlo, come avviene invece per altri contaminanti; i produttori, quindi, per adesso non fanno controlli e, se sono previsti, questi sono effettuati solamente all'interno dell'azienda.
È attivo però un monitoraggio, che ha portato per adesso all'attenzione dell'Europa circa 5000 campioni, pochi considerando che sono distribuiti su tutto il suolo europeo, ma abbastanza da permetterci di capire quali sono gli alimenti a rischio.
L'alimento più a rischio, come abbiamo detto prima, è il caffè, che comunque non è pericoloso: la formulazione peggiore sono le capsule, per il motivo che abbiamo citato prima,le quali contengono quasi il doppio di furano (250 nanogrammi per millilitro) rispetto alla normale polvere di caffè (circa 120 nanogrammi per millimetro). Ma, con il limite che è stato attualmente stimato come pericoloso per la salute (2 microgrammi per chilo di peso corporeo, o 2.000 nanogrammi) si capisce che per raggiungere la dose considerata tossica una persona dovrebbe bere almeno 20 caffè al giorno a partire dalle capsule: un limite difficile da raggiungere.
C'è anche il problema dell'accumulo, che non è da sottovalutare, ma per adesso non sappiamo se il furano si accumula o no nell'organismo: per saperlo, bisogna prima effettuare gli studi sull'uomo, dato fondamentale che ancora manca.
Chi, nel dubbio, volesse prendere alcune precauzioni; sono generiche, ma in generale sono buone regole perché permettono di limitare contaminanti assai più diffusi e conosciuti come pericolosi, ad esempio l'acrilammide.

Tra le cose che possiamo fare in cucina troviamo:

Preferire le cotture che permettono una maggiore volatilità del composto, come ad esempio la cottura al forno rispetto alla cottura tramite frittura. Questa regola ci viene data dallo studio effettuato sulla presenza di furano negli alimenti vegetali da un gruppo di ricercatori spagnoli.
Aspettare un po' di tempo tra la fine delle cotture e il momento del consumo: è vero che i cibi sono buoni caldi, ma nel fumo che sale dagli alimenti c'è anche il furano, per cui i livelli diminuiscono drasticamente anche con un'attesa di circa 10 minuti.
Anche se l'FDA rassicura sul fatto che gli alimenti per bambini non siano pericolosi, è sempre consigliabile aprire il vasetto e spandere il contenuto su un piatto, dopo qualche minuto dall'apertura, piuttosto che far mangiare il bambino direttamente dal vasetto;
Se mangiamo qualcosa in scatola, prendiamo l'abitudine di riscaldarlo prima di mangiarlo, ovviamente se è qualcosa che è stato cotto prima (non i sottaceti, insomma). Il livello di furano diminuisce negli alimenti riscaldati quando la confezione è stata aperta.
Infine, è importante ricordare che l'FDA, così come l'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) rassicura sul fatto che, per quello che ne sappiamo, il furano al momento non è pericoloso per l'uomo, almeno nelle formulazioni con cui lo conosciamo oggi: seguire una dieta equilibrata e variare i cibi è, secondo i pareri, già un modo sufficiente per scongiurare i pericoli derivanti da questa molecola.
Questo però non significa che la ricerca non vada avanti: la sperimentazione sull'uomo, atta a stabilire se sia effettivamente un cancerogeno, continua in questi anni, e i risultati della ricerca potranno dare, in futuro, informazioni più precise in merito alla questione.



Nuvole
rame zuccheri menopausa gym crescita ustione oligoelementi colore modificato A palma melagrana mate polinsaturi E141 manganese brucia olive aglio bifidobatteri cosmetici 15 dolore saraceno disbiosi fame frutta cipollina mare digerente glicemico tummori Sant'Antimo LDL influenza pancia estate parmiggiano pressione #nutrizionista stress massaggio primi Iodio raffermo Varcaturo polmoni omogenizzati digestione autunno prostata pera cellule libido noradrenalina bosco pollo oli paziente tessuti biliari papille microonde sterilizzare integrale intolleranze mirtillo antidolorifico flatulenza frutti Thailandia Monterusciello molluschi shampoo probiotici HDL UVB birra microbioma cheese stracci concentrazione albicocche coloranti cacao oxybenzone corporeo caldarroste inositolo fosforo aerobico batterio nocciole forma ipocalorico sole quercetina foto astaxantina anemia amaranto corpo punture ribes disidratazione Mercurio nutrienti wellness UVA Aloe asparagi calcio sciroppo macchie INCI ceci microrganismi.Lugdunin antitraspiranti neuroni grana consigli articolazioni dott.Enrico facciale Germania carboidrati metabolismo glicemia catechine carotenoide A. triptofano feste ormoni sapore respiro risotto antinfiammatorio dietanolammina cetriolo gerani allium malattie lattici quinoa antispossatezza Francia irraggiamento cadenti glutammato a depressione pistacchi toluene solari celiachia Giugliano allergie luteina tenero glucagone dieta formaldeide convezionne palpebre ananas brodo sogliola afrodisiaco bevande antinfiammatoria #nutrizione India nervoso premestruale alimento omega freezer estrusione potassio con vera linfodrenaggio ayurveda naturali emulsionante crostata frigo grassi seno nutrition sapereconsapore.blogspot.it more sistema patate glutamina erbe capelli infanzia peso 31 sostanze dimagrire digiuno gassate ciliegie mandorla burro antocianine centrifugato artemisia apparato endorfine vasetti lipoproteine cotto scaduto padano personale complessi allergia massaggi alcol adolescenti duro acidità verde patologia cioccolato igiene piatto lattoferrina minerali dormire cellulite lavaggio amminoacidi truffe saturi cisteina Berrino fredda zirconio B sale frigorifero cibo nutrizione ossa flavonoidi immunitario Posillipo duodeno congestione Na glucosio Licola forno vitaminaA acido sovrappeso antociani antiossidanti asma buoni utero sudorazione carote crema E PET bulgaricus radicali gram sapereconsapore sindrome obesità osteopatia cuore insalate educazione tumore lipidi idrosolubile fruttosio essenziale cibi creatinina pangrattato fitoterapia inci piatti D stomaco stitichezza reumatoide magnesio alluminio metodi immunità pesche insulina benessere vitamine usanze bollitura lattosio solfato fegato anguria brufoli pasti reumatismo combinazioni gelificante radicchio yo stracchino colorante liberi microsfere controlli betacarotene umore nutrizionale yogurt noci frittura deodoranti laurilsolfato invecchiamento peperoncino lamponi parabeni microbi cannella naturale glucidi quaternium lisina diet miele umami raggi carcinoma agave 3 calda colesterolo emulsionanti metalli antibiotici kiwi patatine mangiare urico Quarto cistite aloe tossine sdorazione broccoletti pomodoro carie ossidasi serotonina difesa Enrico costipazione aspartame conserve buccia amido molecole sano vasi pesce alimenti alimentari nutrire negozio proprietà ascelle tiroide ortaggi caseina donna dolci GIugliano tensioattivi equilibrio ombretti rossetti sanguigno avocado progesterone secchezza idratazione benefici olio chiampagne visite metionina caffe gluten organi grasso Fonticelli idrico endometriosi gonfiore sapereconspore fluoruro licopene sapere legumi stabilizzanti antidepressivo idrogenati raffreddore microminerali antitumorali omeostasi bambino Caserta macedonie psiche connettivo raffinati proteine spuntino colazione C glutine riposo comfort alimentazzione gruppo colostro fico massa salute diabete energia etichette alimentazione semi curcuma iatale degradazione fumo epiderma aceto yang intestino pancreas minerale ossido confezionati sensibità tuorlo tossiche dadi addome cancro capsicum addominale bilancia circolazione sapereconapore adinopectina rimedi cervello ostriche glicole addensanti banana solare gel internazionale pomodori fisico micronutrienti soia ormone neurologico clorogenico abitudini nespole sintomi fragole marroni amilosio bio cutanee reflusso lecitina irritabile energizzante antiossitanti biscotti alta bassa diuresi pulizia cattive tocoferolo oligoelemento Additivi BHA riso funghi oliva istamina correttori Dott.Enrico malto iodio ferro prugne termophilus meteorismo crusca mondo food herpes amilopectina yin attività antitumorale calcoli fisica stanchezza prurito pancreatite stabilizzante cosmesi caldo ritenzione biologo acqua free ipocaloriche castagne galateo cucina mediterranea primo ossidativo polifenoli idrochinone spiaggia salmonella sodio tumori fagiolini feci bivalvi mani ricotta aborto zucchina cake melanoma limone timo Giappone gonfia Fuorigrotta estrogeni branzino esercizio spezie pepe cavo vegetali sport primavera monoammino dolcificanti mestruo cure natale Pianura veg palato melanina triclorosan fortificanti conservanti Villaricca ernia Pozzuoli secche conduzione caffeine tradizioni sali nitrati succo aureus merendine sviluppo peperoni allattamento indice gestazione torte centrifugati hdl additivi dolori ultravioletti sapereconsaporee insalata danni grano carota apoptosi pane lactobacillus aromi zanzare tiroidei fisia zafferano vitamina aminoacidi streptococcus limenti perdite DHA zinco caglio propoli donne clorofilla Dott Vomero sangue gas 6 epigenetica fibre calore conservazione ulcera secondi solfiti albume folico prevenzione verdura cortisolo fichi azoto rucola alimentare odori liposolubile propilenico corretta tempo stagione ciclo listeria creme domicilio cipolla sapone uricemia intero vegetariano pelle contaminanti biomagnificazione iperacidità temperatura orale essenziali verdure verza contraffazione inquinamento botulino enzimi uva tar immunitaria fitosteroli stagionatura protezione elasticità integratori Napoli pasta allergeni fermenti prodotti latte ipertensione cicatelli nutrizionista insaturi biberon carotenoidi secca Lucifero greco Vitamina zucca menta dietetici latticini avena crudo patologie campylobacter congelare studio lievito semola scottature balsamo cereali bocca osteoporosi Vera erba bevanda adipose anticorpi acidi piante addensante iperglicemia bambini ricette 1 artrite sedano casa dentifricio gravidanza crostacei freschezza frutto gusto colite maggio agrumi integratore infezioni in furano cottura vegan spigola mattina farina età nutriente mais frullati ginnastica pesanti extravergine ovaio ossidazione melone batteri carbidrati formaggio visita fibra + macrobiotica insonnia sapereconsapore.blogspot.com Staphylococcus surgelare vongole carne idrica torcicollo Qualiano diarrea uova Cina calorie Calcio cancerogeni diagnosi fresca policistico cellula c sanguigni integrali di anice IGF salsa junk zucchero antiossidante arance selenio psicologia coal nitriti tintura resveratrolo antibiotico
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu